...come di consueto volevo caricare una foto del Palazzo d'Estate...ma...questa connessione non me lo permette...proverò stanotte o domani mattina...
L'estate è finita...e da un toc anca...e tutto sembra così lontano, così impercepibile...ma c'è pur sempre il sole...come a dire che le cose cambiano ma c'è sempre una costante, un filo rosso che unisce tutti i punti, i ricordi, e quelli più sbiaditi, e quelli ancora vividi...così impressi nella memoria e negli occhi, una foto dai colori accesi...
E' questa costante a darti la forza, è in questa costante che ti puoi rifugiare quando fuori (ma soprattutto dentro) il sole si eclissa e lascia che la tempesta faccia il suo corso. Se poi a questa costante si aggiungono nuove certezze ci si può permettere anche un velo di ottimismo, un lieve sorriso che ti illumina il viso...
Il problema però sorge quando è la stessa costante a vacillare sotto i colpi decisi e violenti di un vento spietato...così spietato che ti chiedi come possa avere il tuo stesso odore. E a quel punto che fai? A quel punto per paura che la costante si sgretoli e ti imprigioni sotto le sue macerie esci e cominci a correre...a correre via, a fuggire lontano...e il vento...il vento ti viene incontro...ma è un vento caldo...quasi un abbraccio...non soffia più...si è fermato...anzi...favorisce la tua corsa. E' uno strano senso di tranquillità, e gli occhi si aprono come per la prima volta, e le orecchie odono dolci melodie incomprensibili...e il cuore rallenta il suo battito...e il tempo non esiste più. Ti guardi intorno con stupore e meraviglia...è tutto così nuovo e sconosciuto qui...ti assale un bisogno di scoperta e di avventura...e cambi continuamente scenario, e cambi continuamente forma...e ti perdi...e cammini senza meta e senza preoccupazioni...ci sei solo tu.
...improvvisamente però ti accorgi che il tuo vagabondare ti ha portato in un posto già visto...con dei punti di riferimento a te familiari...giri l'angolo e...ma che posto è questo? Il cuore si innonda di gioia...e ridi...e piangi...e non sai perchè. Il tuo rifugio è lì, sotto un bel sole caldo, illuminato da una nuova luce...nessuna crepa...niente è andato distrutto...anzi...sembra ancora più solido...qualcosa è cambiato? Sembra di sì...ma cosa? E scruti ogni piccolo particolare...è così strano che da questa distanza si possano percepire così tante cose...e vederle anche più chiaramente di quanto si possano vedere da vicino...o da dentro...eh...da dentro forse non si vede proprio niente...
Pian piano ti avvicini e le poche nuvole si diradano...spazzate via dallo stesso vento spietato, caldo, favorevole...che ora diventa l'aria che respiri...e torna a riposare dentro di te.
E ti senti stupido per essere stato così diffidente nei confronti del tuo piccolo rifugio...come hai potuto pensare che qualcosa lo potesse veramente abbattere? Quello è eterno, quello è LA costante.
E ti senti triste per aver capito che qualcosa è cambiato...
E ti senti felice per aver capito che qualcosa è cambiato...
E ti senti pronto.